ŁIGA VENETA - LEGA NORD PADANIA

“L’ordinanza cosiddetta “anti-slot”, che limita gli orari di apertura delle sale gioco dotate di slot machines, promossa a dicembre dal Tar Veneto, sarà giudicata in via definitiva il 4 febbraio, da tutto il Collegio del Tribunale. Oggi è stata momentaneamente sospesa, fino a quella data, per intervento del solo presidente, in difformità rispetto al precedente pronunciamento del Collegio, ed esclusivamente in riferimento ad otto bar, dotati anche di slot machines. Resta quindi in vigore per tutte le sale gioco presenti sul territorio comunale – spiega Massimo Bitonci, sindaco di Padova – Attendiamo fiduciosi il pronunciamento di febbraio, confortati sia dal primo via libera ricevuto a dicembre dal Collegio, sia dal recente pronunciamento del Consiglio di Stato, che ha recentemente confermato in via definitiva la validità di un’ordinanza del tutto simile, in vigore nel Comune di Milano – avverte – Ho dato indicazione alla Polizia locale che, nella serata di oggi, vengano effettuati controlli a campione per sanzionare eventuali trasgressori”.

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“Abbiamo individuato una destinazione, certamente gradita ai nostri concittadini, per tutti i 210 extracomunitari che il Governo vuole spedire in Veneto – interviene Massimo Bitonci, sindaco di Padova – La destinazione è Firenze. Siamo certi che, nelle mani del successore di Matteo Renzi, questi signori troveranno alloggio, vitto e migliori condizioni di vita. In Veneto non siamo in grado di prendercene cura. Lo hanno ribadito il Prefetto di Venezia e quello di Padova. Lo dimostrano le cronache locali che riportano, a cadenza quasi quotidiana, la notizia di cosiddetti richiedenti asilo, giunti in Italia grazie all’operazione Mare Nostrum, che finiscono sulle strade come parcheggiatori abusivi, mendicanti molesti o, nella peggiore delle ipotesi, vengono sorpresi a spacciare, arrestati dalle Forze dell’ordine e subito scarcerati – conclude – Per evitare disagi ai veneti e valorizzare gli extracomunitari in arrivo dall’Africa noi puntiamo su Firenze, dove questi potranno certamente incentivare il turismo e l’economia locale – conclude Bitonci – In Veneto non c’è più posto: Renzi li ha voluti, Renzi li sistemi a casa sua”.

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“La tragedia ripugnante di Parigi mi interpella come uomo e come amministratore di una città europea, profondamente radicata nei valori cristiani del rispetto della vita umana, della fratellanza e della pace – interviene Massimo Bitonci, sindaco di Padova – Per difendere questi valori, che nobilitano la nostra comunità e sono punto di riferimento per il suo sviluppo futuro, dobbiamo combattere insieme, senza timori e senza esitazioni. Lancio un appello ai rappresentanti di tutti i gruppi musulmani della città: condannino l’attentato e i propositi dei terroristi o se ne vadano. A Padova non c’è posto per chi tace, per convenienza o collusione, di fronte ad una strage come quella di oggi. Se Dio è amore, come ci ha ricordato Benedetto XVI in una sua enciclica, l’odio e la violenza provengono dal maligno e non hanno alcuna giustificazione”.

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“Oggi si sono imbarcati su un pullman diretto in Romania due coniugi romeni, giunti a Padova nel mese di novembre, in cerca di fortuna. Occupavano, con altri connazionali, due dei quali già rientrati autonomamente in patria, i locali dell’ex Foro Boario di Corso Australia, sgomberati dalla Polizia Locale qualche settimana fa – spiega Massimo Bitonci, sindaco di Padova – Si tratta di due giovani sulla trentina, provenienti da Slatina, cittadina di 80.000 abitanti nel sud della Romania. Con una coppia di amici, avevano lasciato la loro casa per venire in Italia e svolgere lavori occasionali, perché in Romania, almeno nella zona da cui provengono, a causa delle rigide temperature, sarebbe impossibile trovare un’occupazione da manovale fra novembre e marzo. Giunti a Padova, dopo pochi giorni avrebbero esaurito il denaro a loro disposizione e sarebbero finiti, almeno secondo quanto hanno raccontato, in mezzo ad una strada, con l’impossibilità, vista la crisi economica, di trovare un lavoro, anche temporaneamente – prosegue Bitonci – La loro storia è esemplificativa: molti rumeni, provenienti soprattutto dalle campagne o da centri minori, sono convinti che l’Italia sia il Bengodi e che qui sia possibile trovare lavoro e guadagnare rapidamente. Persone oneste, ma male informate, che dopo pochi giorni dall’arrivo, sperimentano l’incontro sconvolgente con la realtà. Per questo – insiste Bitonci – occorre che l’Europa si faccia carico di spiegare, con adeguate campagne di comunicazione, che l’Italia non è l’America e che qui il lavoro manca anche per i nostri concittadini. Mi appello a tutti i parlamentari e gli europarlamentari veneti: facciano sentire la loro voce a Roma come a Bruxelles: la prima arma contro la miseria e contro il degrado è la corretta informazione. I due rumeni che oggi sono ripartiti e che vivevano a Padova in condizioni disumane, occupando abusivamente proprietà altrui, in Romani hanno una casa, un lavoro e una vita normale. Non si tratta di mendicanti, ma di persone abituate a vivere, se non nel benessere, in modo dignitoso e che qui hanno trovato solo miseria – conclude Bitonci – Questo è il primo rimpatrio effettuato con risorse attinte dal Fondo per il rimpatrio,alimentato da versamenti di privati ed esclusivamente volontari, aperto dall’amministrazione prima delle Feste”.

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“Non ci interessa fare cassa tartassando i padovani – spiega Massimo Bitonci, sindaco di Padova – Ci interessa invece la prevenzione degli incidenti stradali. Il prolungamento dell’esercizio provvisorio del sistema di rilevazione della velocità in tangenziale fino al 31/12/2014 ha lo scopo di richiamare l’attenzione dei nostri concittadini sulla necessità di guidare in sicurezza, cosa che, stando ai numeri, non fanno. Trovo penoso che il Partito Democratico padovano critichi questa decisione: gli autovelox in tangenziale sono stati posizionati da Ivo Rossi, che non li ha mai accessi, temendo di scontentare gli automobilisti in vista della campagna elettorale, che poi ha perso. Così, per mesi, i rilevatori sono rimasti spenti, mentre i cartelli che li segnalavano sono stati coperti. Noi abbiamo avuto il coraggio di utilizzare uno strumento che è a disposizione – continua – Per questo, a novembre, abbiamo iniziato le rilevazioni. I dati che abbiamo raccolto sono preoccupanti e dimostrano che in pochi rispettano i limiti – conclude – I padovani nel 2014 hanno già pagato abbastanza, fra tasse e altri balzelli imposti dallo Stato. Per questo abbiamo deciso di prolungare il periodo di pre-esercizio fino a fine anno, rinunciando ad assumere quell’atteggiamento vessatorio che è di moda in casa Renzi”.

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“Accolgo con grande approvazione le parole del prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, che ha comunicato al Viminale l’esaurita disponibilità di strutture per l’accoglienza degli immigrati irregolari, sbarcati in Italia grazie a Mare Nostrum – dichiara Massimo Bitonci, sindaco di Padova – I veneti non possono più sopportare quella che ha assunto i tratti di un’invasione, pagata con i soldi dei contribuenti. Cittadini, amministratori locali e ora anche un alto rappresentante del Governo, quale è il Prefetto di Venezia, ribadiscono che la misura è colma: ora Alfano tragga le sue conclusioni e cancelli Mare Nostrum. Quella che il Governo Renzi vuole imporre dall’alto, senza alcun esplicito mandato popolare, non è accoglienza, ma violenza ai danni della nostra gente, che non può e non vuole subire decisioni prese da chi vive nei palazzi del potere, lontano dalle periferie delle nostre città”.

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“Ringrazio Carabinieri e Forze dell’Ordine per il prezioso lavoro che fanno quotidianamente per arginare un’emergenza criminale che pesa tanto in provincia di Padova, quanto in tutto il Paese. Peccato che, una volta presi, i predoni vengano scarcerati, grazie al Governo Renzi, che invece di inasprirle, ha alleggerito le pene per chi ruba nelle case – dichiara Massimo Bitonci, sindaco di Padova – Oggi i Carabinieri hanno arrestato tre albanesi, specializzati in furti, che ora rischiano di essere scarcerati. Intercettati dagli inquirenti, scherzavano dicendo che in Italia per questo genere di reati si rischia ben poco – prosegue – Ora mi attendo che il PD scenda in piazza contro il suo segretario. Da che parte sta la Moretti? Dalla parte dei cittadini derubati o di Renzi che scarcera i ladri?”

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto ha bocciato il ricorso presentato contro il Comune di Padova per l’ordinanza in materia di slot machines.

“Secondo il Tar non sussiste il requisito del periculum in mora – spiega Massimo Bitonci, sindaco di Padova – perché il nostro provvedimento limita solo l’orario di funzionamento degli apparecchi con vincite in denaro e la contrazione dei profitti non può essere provata, così come la mancanza di convenienza dell’attività economica stessa, visto che negli ultimi anni il numero di slot è andato aumentando. Il Tar riconosce anche che il sindaco, quale autorità responsabile della salute pubblica, possa agire per tutelare i cittadini dal rischio ludopatia. L’ordinanza, come hanno spiegato i giudici, è preceduta da un’accurata istruttoria, dalla quale risulta accertata la presenza di almeno 500 adulti affetti da sindrome di G.A.P. – prosegue Bitonci – Quella di oggi è una grande vittoria dell’Amministrazione contro gli amici delle slot, contro chi specula sulla pelle della gente, già provata da un crisi economica, le cui conseguenze non si superano buttando denaro dentro ad una macchinetta elettronica. Noi andiamo avanti per la nostra strada: fuori dai quartieri questi apparecchi mangia soldi. In zona industriale ne consentiremo l’utilizzo anche dopo le 22.00”.

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