BITONCI SU EMERGENZA CRIMINALITA’: ZANONATO ACCUSA IL GOVERNO PER NASCONDERE PROPRIE RESPONSABILITA’
22 luglio 2011
“Siamo alle solite: il leit-motiv di Zanonato è sempre lo stesso, e consiste nell’attaccare il Governo - ed in primis il Ministro Maroni - per far dimenticare ai padovani le proprie, gravi responsabilità politiche nella gestione della città in materia di sicurezza”. Massimo Bitonci, Deputato della Lega Nord, replica alle accuse mosse dal sindaco di Padova che imputa al Governo il fallimento in tema di sicurezza: “A Padova Zanonato non ha mai attuato una vera politica contro il degrado di certe zone della città – afferma l’onorevole Bitonci, – nonostante sia stato più volte sollecitato ed incalzato da commercianti, artigiani, semplici cittadini esasperati per l’inquietante impennata dei crimini commessi nella città del Santo, e per la diffusa sensazione di insicurezza e di paura che si respira in città tanto nel centro storico quanto in certi quartieri periferici. Padova, caro Zanonato, non è di certo insicura perchè mancano i controlli da parte delle forze dell’ordine: carabinieri e polizia svolgono il proprio lavoro in maniera eccellente, al di là delle proprie forze, con spirito di abnegazione e di sacrificio, mettendo spesso a repentaglio la loro stessa incolumità fisica per servire i cittadini. Padova è diventata il paradiso di spacciatori, clandestini, malviventi di ogni specie esclusivamente grazie alla tua indiscriminata politica buonista e lassista, che ha reso la città famosa per la sua “accoglienza” anche oltre i confini nazionali, tant’è che i clandestini sbarcano in Italia con in mano già un foglio con indirizzi precisi di Padova, dove poter trovare un rifugio sicuro e iniziare immediatamente un’attività al di fuori della legalità, come lo spaccio e lo sfruttamento della prostituzione. La tua politica sulle case popolari, sui contributi a certe associazioni, il mancato controllo delle residenze, il finanziamento di determinate “feste etniche”, l’appoggio ai centri sociali e molto altro: tutto ciò è equivalso a consegnare la città nelle mani dei malviventi e criminali, che si sono impadroniti di intere zone ed hanno confinato i padovani a rinchiudersi nelle proprie case, ed a rispettare una sorta di coprifuoco perchè ad una certa ora della sera Padova diventa terra di nessuno. Cittadini ed associazioni di categoria da tempo richiedono, tra le varie misure, il potenziamento del sistema di videosorveglianza per poter controllare agevolmente il territorio. Zanonato se ne infischia, ed ha risposto dismettendo perfino il servizio antidroga con i cani appositamente addestrati in dotazione alla polizia locale, in controtendenza ad esempio con il Distretto del cittadellese, dove da qualche mese due unità cinofile vengono utilizzate a presidio del territorio. Adesso pare che Zanonato – clamorosamente e colpevolmente in ritardo - si stia accorgendo dei pericoli che corre la Città del Santo e, pur continuando a denigrare il governo ed i suoi Ministri, invoca l’intervento di quello stesso esercito che all’inizio ha snobbato, spacciando l’operazione come una pagliacciata. Il Ministro Maroni mi ha confermato oggi il rifinanziamento dell’operazione “soldati in città” con funzioni di pattugliamento del territorio. I padovani ne hanno le scatole piene di vivere in mezzo a criminali e spacciatori. Reclamano la loro città libera dalla criminalità, sicura, dove si possa lavorare, vivere, crescere i figli serenamente, senza l’incubo di dover assistere impotenti, giorno dopo giorno, ad episodi di ordinaria violenza quotidiana”.
(Notizia del 22 luglio 2011, letta: 22159 volte)
La mia Agenda
giovedì 7 luglio:
venerdì 8 luglio: Incontro sul Federalismo fiscale e sulle novità introdotte alla manovra economica: anteprima sul patto di stabilità degli Enti locali. Piazzola sul Brenta, Agriturismo "Al Pozzo" - via Busa, 5 - ORE 20,30
sabato 9 luglio:
domenica 10 luglio:
lunedì 11 luglio:
martedì 12 luglio:
(Aggiornamento del 28 giugno 2011)
On.
Massimo Bitonci
Gruppo Parlamentare Lega Nord
Camera dei Deputati
Componente V° Commissione Camera dei Deputati Bilancio, Tesoro e Programmazione
Componente Commissione Sicurezza LN - PDL
Politica nel Territorio
INTERROGAZIONE SU CRESCENTE CRIMINALITA` A PADOVA
7 luglio 2011
«Basta con la violenza a Padova!". Con queste parole l`onorevole Dr. Massimo Bitonci sintetizza la sua ultima interrogazione presentata alla Camera dei Deputati per chiedere al Ministro Maroni di intervenire su quello che è diventato ormai un vero e proprio caso nazionale, ovvero Padova. L`interrogazione descrive i diversi fatti criminali accaduti di recente a Padova, dall`omicidio della giovane sposa marocchina al rifugiato del Burkina Faso caduto da un pianerottolo di una casa che il comune affida ai rifugiati politici, senza dimenticare i vari fatti di micro criminalità accaduti di recente nei vari quartieri, dal Portello a via Manara, e che hanno sempre visto come protagonisti immigrati di origine per lo più africana. "La fotografia della situazione è sotto gli occhi di tutti - sottolinea L`On. Massimo Bitonci, - e all`inerzia dell`amministrazione si contrappone un degrado che sta portando alcune zone della città ai livelli dei bronx delle grandi metropoli americane. Il fatto che i controlli delle forze di polizia di queste ultime ore stiano portando ad arresti e fermi è la controprova che la Lega Nord non agita spettri o crea paure, come qualcuno sostiene, ma fotografa reali e drammatiche problematiche che solo chi amministra Padova finge di non vedere! Di seguito il testo integrale dell`interrogazione: Al Ministero dell’Interno Premesso che: Organi di stampa locale (Gazzettino di Padova e Corriere del Veneto) riportano la notizia secondo cui, a seguito della morte di un giovane africano caduto dalla balaustra di un palazzo dopo una violenta lite con un profugo di origine afgana, i residenti del quartiere di Padova ove è avvenuto il fatto abbiano iniziato una petizione per chiedere al Comune di liberare la struttura, che ora l’amministrazione riserva per i profughi richiedenti asilo politico, all’interno del piano dello SPRAR; L’omicidio del giovane africano, proveniente dalla Burkina Faso, segue di pochi giorni un altro omicidio, avvenuto sempre a Padova, e compiuto ancora una volta da un giovane di origine marocchina che in modo efferato ha assassinato, dopo un diverbio, la moglie, rea di non seguire appieno i dettami della religione islamica; Quasi contemporaneamente ai fatti di sangue sopra riportati, in un’altra zona della città di Padova (Portello) dopo innumerevoli ed esasperate richieste d’intervento dei residenti nei confronti dell’amministrazione comunale per il grave disagio sociale nel quale tali residenti erano costretti a vivere, un massiccio intervento, coordinato dalla Prefettura e dalla Questura, delle forze di Polizia e dei Carabinieri portava all’arresto di oltre dodici persone fermate dalla forze dell’ordine per reati di vario tipo ( spaccio di droga, etc..), mentre un secondo intervento della Polizia poneva fine, dopo molte ore, ad un “rave party” organizzato da persone di origine nigeriana in due appartamenti di proprietà dell’Ater e sito in via Manara, sempre a Padova; L’omicidio e i fatti sopra descritti hanno creato estrema preoccupazione tra gli abitanti della città di Padova portando, suo malgrado, la città veneta e la preoccupazione evidenziata dai suoi cittadini, alla ribalta nazionale; L’apprensione degli abitanti è motivata anche dalla persistente e difficile situazione socio politica nel nord-Africa, area di origine di alcune delle persone resesi protagoniste dei fatti sopra descritti e territorio dove la mancanza di un governo stabile in Libia e il perdurare della guerra civile, causa una evidente difficoltà da parte delle autorità preposta nel controllare le frontiere nazionali; Interroga per sapere se, considerati i fatti sopra descritti, non ritenga di assumere iniziative nell’ambito delle proprie competenze allo scopo di porre fine all’attuale allarmante situazione.
(Notizia del 7 luglio 2011, letta: 18308 volte)
«L’ASSOCIAZIONE OSSERVATORI VOLONTARI DI CITTADELLA PRIMA NEL VENETO PER IL CONTROLLO DEL TERRITORIO
L’Assocazione Volontari Padovani di Cittadella sarà dunque la prima nel Veneto a divenire operativa sul fronte della sicurezza cittadina. E’ composta da volontari che hanno superato visite mediche, test antidroga, verifiche su requisiti morali e giudiziari. Il passo successivo, che avverrà a breve, contempla la firma della convenzione per il coordinamento del controllo del territorio cittadellese ma estensibile anche ad altri comuni che ritenessero utile aderirvi. Faccio notare come i volontari si siano autofinanziati, ed abbiano sostenuto personalmente le spese per le visite mediche, l’assicurazione, il versamento delle tasse dovute, così come prevede la legge, che impedisce alle Amministrazioni comunali di concedere contributi, sussidi e quant’altro, lasciando ogni onere ai volontari. Per questo l’Amministrazione comunale ringrazia tutti i volontari, unitamente al Presidente Matteo Michelini, perchè è solo grazie alla loro buona volontà che un servizio di tale importanza può essere reso alla cittadinanza: non dimentichiamo che si tratta di persone che mettono gratuitamente a disposizione della collettività il proprio tempo libero, le proprie capacità, con entusiasmo e competenza, a vantaggio di tutti. La convenzione che verrà sottoscritta tra l’Associazione ed il Comune di Cittadella, prevede che gli osservatori volontari, iscritti nell’apposito registro prefettizio – per la cronaca al numero “1” - possano agire segnalando alle Forze di Polizia dello Stato e locali tutti gli eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana. “Per sicurezza urbana – spiega Massimo Bitonci, – intendiamo un bene pubblico da tutelare attraverso attività a difesa del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale. Le situazioni urbane di degrado più frequenti e pericolose, nello specifico, riguardono l’insorgere di fatti criminosi quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con l’impiego di minori e disabili ed i fenomeni di violenza legati per lo più all’abuso di alcool. A ciò vanno aggiunti quei comportamenti che provocano il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato, l’incuria, il degrado e l’occupazione abusiva di immobili, situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano, in particolare quelle di abusivismo commerciale e di illecita occupazione di suolo pubblico”. “L’attività dei volontari si svolgerà nell’arco delle 24 ore, in giorni prestabiliti ed in precisi orari – precisa soddisfatto anche il Vice Sindaco Giuseppe Pan, - Le segnalazioni degli osservatori dovranno essere effettuate alla Polizia Locale di Cittadella o alle Forze di Polizia dello Stato presenti nel territorio, a mezzo telefono cellulare, successivamente formalizzate in apposita annotazione scritta. Sarà possibile agli osservatori anche documentare le situazioni a rischio con fotografie che poi saranno consegnate alle Forze di Polizia”. I volontari, prima di entrare nell’effettiva operativià, svolgeranno un corso di formazione e svolgeranno successivamente aggiornamenti periodici, con l’intento di formare soggetti che svolgolo la loro attività con competenza, impegno, lealtà e cortesia verso i cittadini, con senso di responsabilità e spirito di collaborazione con le forze dell’ordine. “Ringrazio la Prefettura per la preziosa collaborazione resa in questa, come in altre occasioni – conclude il Sindaco Massimo Bitonci, – Cittadella è giunta per prima ad un traguardo storico davvero importante: si apre infatti uno scenario del tutto nuovo, con la possibilità per il cittadino di contribuire personalmente al mantenimento ed incremento della sicurezza della propria città”.
(Notizia del 24 giugno 2011, letta: 21906 volte)
«ZANONATO NON SARA’ MAI PRESIDENTE DELL’ANCI NAZIONALE.»
24 giugno 2011
“In merito alle dichiarazioni rilasciate dal vice sindaco di Padova Ivo Rossi, che “lancia la volata” di Flavio Zanonato alla guida dell’Anci, risponde il Vice Presidente di Anci Nazionale On. Massimo Bitonci, che proprio ieri ha incontrato l’On. Osvaldo Napoli, attuale Presidente dopo le dimissioni dell’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, per concordare i prossimi appuntamenti dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani a livello nazionale: “Con l’On. Osvaldo Napoli, bravo e moderato Presidente di Anci– dichiara l’On. leghista Massimo Bitonci, – abbiamo fatto anche il punto sulla linea da tenere relativamente agli ultimi decreti attuativi, soprattutto sul sistema premiale e sanzionatorio per le Regioni e gli Enti locali e sulla modifica al Codice delle Autonomie, provvedimenti molto importanti che interessano tutti gli oltre 8.000 comuni italiani. A margine dell’incontro si è discusso anche di questa intempestiva mossa che vorrebbe lanciare Zanonato ai vertici dell’Associazione. Voglio solo ricordare che, mentre la scelta dei vari Vice Presidente viene operata in conseguenza ad una nomina di parte, fatta da ogni singolo partito, per la carica di Presidente è necessaria una convergenza che Zanonato non riuscirà mai a strappare”. “Zanonato – prosegue il Deputato del Carroccio, non ha certamente lo spessore di Sergio Chiamparino che, da leghista, gli ho sempre riconosciuto. Chiamparino, con quel suo modo di fare bonario, cordiale ed affabile non ha niente a che spartire con lo scontroso, introverso e presuntuoso Zanonato, perennemente stizzito e mai sorridente. Un personaggio così non potrà mai rappresentare anche la Lega Nord o gli altri partiti di centro destra ai vertici di Anci. Il consenso dei sindaci per un carica tanto delicata, può essere conquistato solo da persone come Chiamparino che, pure nella differenza della collocazione politica, hanno dimostrato di poter rappresentare tutti i sindaci, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà e contrasto con il Governo, senza trasformare l’azione dell’Anci in una mera battaglia politica di parte, cosa che invece fa regolarmente Zanonato con le illazioni ed uscite quotidiane su qualsivoglia argomento, dai sacrifici richiesti ai comuni, al federalismo, alle riforme, alla giustizia, alla sicurezza (come se non dovesse guardare a casa propria, riflettendo su come Padova, grazie al suo buonismo, risulti uno dei comuni più insicuri d’Italia) pur di andare contro il Governo e di remare contro il Ministro Maroni. Basti ricordare la volta in cui, come un bambino capriccioso e testardo, ha disertato l’incontro con il Ministro dell’Interno, reo di aver scelto la Prefettura come luogo per il summit sulla sicurezza, anzichè la sede comunale. Come può rappresentare i Sindaci di tutta Italia un uomo di tale “statura morale”? Bocciatura su tutta la linea dunque: Zanonato non sarà mai Presidente di tutti i Sindaci d’Italia, al massimo potrà aspirare alla carica di presidente del soviet...
(Notizia del 23 giugno 2011, letta: 20746 volte)
«SU NUOVO OSPEDALE DI PADOVA: NON PRENDIAMO LEZIONI DAL FUNZIONARIO DI PARTITO A VITA PIERO RUZZANTE
23 giugno 2011
““Ho l’impressione che con i tanti bla bla bla di Piero Ruzzante e dei vari presidenti di circolo dei kibbutz padovani sull’importante tema dell’ospedale di Padova, con il loro ormai sfibrante atteggiamento bolscevico di totale chiusura verso tutte le novità proposte dalla maggioranza che governa la Regione Veneto, stiano tentando di far retrocedere Padova al periodo buio del Medioevo”. Massimo Bitonci, Deputato della Lega Nord, e Coordinatore padovano del Carroccio, in seguito alle ripetute esternazioni del consigliere regionale e segretario padovano del Pd Ruzzante sulla scelta della zona dove si ipotizza possa venire ubicato il nuovo ospedale di Padova, precisa: “Innanzitutto se il solito Ruzzante taccia di “idiozia” la nostra proposta di realizzare il nosocomio all’altezza della curva Boston, gli rispondo che si tratta di una vera e propria follia invece l’idea di collocare il nuovo ospedale vicino allo stadio in Corso Australia, perchè di fatto verrà bloccato il naturale sviluppo dell’area sicuramente di natura ludico-sportiva, con il concreto e pericolosissimo rischio di creare la paralisi del traffico in concomitanza con partite ed eventi sportivi. Ma veniamo al sodo ed andiamo oltre la collocazione fisica dell’ospedale. Nell’attuale sede sarebbe estremamente difficile valorizzare le eccellenze della sanità padovana. La Lega Nord, atttraverso i suoi componenti politici al governo Nazionale, Regionale e Provinciale, ha proposto un progetto che tenga conto della valorizzazione di tutte le eccellenze della sanità padovana, salvaguardando parziamente l’attuale sede che potrebbe essere utilizzata per lo spostamento del Sant’Antonio e divenire un ospedale cittadino con la capienza di 300/500 posti letto. Per il nuovo ospedale servono 200.000 mq di superficie, ed un investimento di circa 500 milioni di euro che la Regione Veneto, con il suo Governatore leghista Luca Zaia, è in grado di garantire, anche se a prezzo di grandi sacrifici. Caro Ruzzante: qui non siamo in Toscana o in Emilia Romagna! Apri gli occhi: sei nel Veneto leghista e con noi devi misurarti. Il piano sanitario regionale prevede 5 strutture per ogni milione di abitanti, ed ospedali per acuti ogni 200.000 utenti, e tutti dovranno essere in rete. Molti servizi socio-sanitari verranno effettuati anche dal “territorio” attraverso distretti, ospedali di comunità, hospice, solo per fare alcuni esempi. Si vede, caro Ruzzante, che non hai la benchè minima idea di come sta cambiando la sanità veneta, che cerca di migliorare ed integrare sempre di più i servizi al cittadino. Ospedali con 1500/2000 posti letto, quando le degenze e le permanenze presso le strutture ospedaliere sono in costante diminuzione a favore di servizi veloci ed in day hospital; un ospedale altamente specializzato a Padova con magari vicino lo IOV (Istituto Oncologico Veneto) ed un campus universitario che favorisca la ricerca, potrebbe essere un fiore all’occhiello di tutta la sanità nazionale. Il posizionamento della struttura sanitaria nei pressi della curva Boston, vicino alla zona termale, potrebbe assicurare un’ottima accoglienza per l’utenza, grazie all’utilizzo dell’offerta ricettiva degli alberghi ed anche del servizio dell’aeroporto Allegri, che in tal modo potrebbe essere rilanciato, anche in caso di rapidi spostamenti con aereo ambulanza. Propongo a Pietro Ruzzante, aspirante al trono di zar di tutte le russie padovane, (con il beneplacito del vice sindaco Ivo Rossi) che da anni viene rimpallato dallo scranno parlamentare al più modesto - ma sempre allettante - ruolo di portaborse alla Camera durante il Governo Prodi, per farsi poi ricandidare in Regione e continuare a dipendere dalla politica, visto che per lui pare che tutto ciò sia da preferire ad un lavoro vero e proprio, a Ruzzante suggerisco dunque di invitare l’Amministrazione comunale di Padova, oltre che a modificare il PAT indicando la nuova zona ospedaliera, anche ad impiegare il residuo tesoretto che ha nascosto in Finanziaria Aps per completare le curve dell’indecente stadio padovano (sempre che i falsi sostenitori del calcio Padova che sperano che la squadra non abbrodi mai alla serie A lo permettano), anche se ormai una parte decisamente consistente del patrimonio accantonato è stata miseramente perduta con lo sciagurato investimento Lehman Brothers. Caro Ruzzante e Co., per una volta, fate felici i padovani! Non continuate ad umiliarli rifilando loro bidoni su bidoni, pensando che tutti siano ciechi e sordi e non si rendano conto della china discendente che ha preso Padova da quando è governata dal Centro Sinistra! Mettetevi una mano sulla coscienza, e cercate il meglio per la città ed i suoi abitanti, oltre che per quanti, per vari motivi, non ultimi quelli di carattere sanitario, gravitano nella Città del Santo, trovando le soluzioni che meglio si addicono ad una Padova del terzo millennio che, giorno dopo giorno, perde purtroppo punti, credibilità e, quel che è peggio, l’amore dei propri concittadini”.
(Notizia del 23 giugno 2011, letta: 21171 volte)
«UNA VERGOGNA I TUNISINI A BRUSEGANA”
FONTE: MATTINO DI PADOVA - 8 giugno 2011
«UNA VERGOGNA I TUNISINI A BRUSEGANA» ““E’ una vergogna, adesso daranno i 40 euro al giorno anche a questi tunisini che non sono certo persone in fuga dalla guerra”. La decisione del soggetto attuatore veneto per l’emergenza profughi, il Prefetto di Venezia Luciana Lamorgese, di destinare lunedì pomeriggio una ventina di tunisini al centro di prima accoglienza di Brusegana ha scatenato la reazione dell’onorevole-sindaco Massimo Bitonci che ieri non ha perso tempo ribadendo “Una volta di più il no senza se e senza ma all’accoglienza dei profughi nei comuni dell’Alta – assicura il primo cittadino di Cittadella – Nei giorni scorsi con tutti i sindaci del distretto abbiamo votato all’unanimità una risoluzione che sancisce l’assoluta indisponibilità fisica ed economica all’accoglienza”. L’arrivo a Brusegana dei 20 tunisini dotati di permesso di soggiorno a scopo umanitario e non richiedenti lo status di profughi rischia di essere un perfetto assist agli esponenti ed amministratori della Lega: “Vorrei sapere se anche per questi è previsto il contributo di 40 euro giornalieri. Già destinarli ai profughi è una vergogna nei confronti dei nostri concittadini – sbotta Bitonci – Tutti i giorni riceviamo nei nostri municipi persone che hanno perso il lavoro che non riescono ad arrivare a fine mese e che hanno famiglie da mantenere. Non abbiamo risorse economiche per aiutarli, ci facciamo in quattro per trovare una soluzione lavorativa e non sempre ci riusciamo. Cosa dovrei dire a queste persone? Che il Governo ha stabilito di stanziare 40 euro al giorno per i libici e che adesso anche i clandestini tunisini vengono accolti? Io a questo gioco non ci sto. Dove comando io, decido io cosa fare e a Cittadella di profughi non ne voglio”. Bitonci è un fiume in piena, la mossa di trasferire i tunisini respinti dalla Francia a Brusegana ha ridato vigore alla sua tesi: “Ma non doveva essere un centro di prima accoglienza per chi scappa dalla guerra? E poi intendiamoci profughi libici o tunisini regolarizzati a scopo umanitario per sei mesi sono la stessa cosa – spiega Bitonci – Smettiamola con questa ipocrisia della distinzione”. L’onorevole del Carroccio fa un paragone con i moltissimi altri casi di sfollati ed emigrati dai paesi in guerra: “Qualcuno deve spiegarmi come mai fra i cosiddetti profughi libici ci sono praticamente soltanto uomini e la maggior parte sono giovani. Dove sono le loro donne, i loro figli, i parenti anziani? Mi sarei aspettato di vedere soprattutto famiglie. Un padre si preoccupa prima di mettere al sicuro la parte più debole della famiglia, non se ne va in Italia, lasciando moglie e figli sotto le bombe. Siamo proprio sicuri che siano profughi in fuga dalla guerra? O è soltanto un pretesto?”. Ammesso che l’ipotesi dell’onorevole sia corretta verrebbe da pensare che se il Prefetto proponesse al distretto dell’Alta Padovana di accogliere nuclei familiari il “no” incondizionato potrebbe essere rivisto: “Assolutamente no – conclude Bitonci – Perchè in questo momento non c’è chiarezza, non accoglieremo nemmeno le famiglie. Anche perchè terminata l’emergenza chi dovrà farsi carico di queste persone? I comuni no di certo, non ne abbiamo le risorse e quelle poche che ci sono vanno ai nostri concittadini”. ”.
(Notizia del 5 giugno 2011, letta: 19132 volte)
Dal Parlamento
«INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SU DICHIARIZIONI MEDIATORE CULTURALE PADOVA »
Roma, 29 giugno 2011
“Presentata nel pomeriggio di Martedì 28 Giugno una interrogazione da parte dell`Onorevole Massimo Bitonci, sulle dichiarazioni del mediatore culturale Maher Salmi a proposito della lapidazione per le donne islamiche adultere. Il documento proposto dall`onorevole padovano chiede ai Ministri dell`Interno e a quello delle Pari opportunità di riferire quali sia il loro pensiero a riguardo della vicenda e, soprattutto, se e quali azioni si intendano eseguire per effettuare dei controlli sull`attività di Salmi. "Non basta affermare- dice Bitonci, -che uccidere con le pietre delle donne adultere è una pratica giusta e coerente con la fede islamica. La cosa ancor riprovevole di questa vicenda è chi ha espresso questo delirante concetto, fa il mediatore culturale a Padova e lo fa in un centro aggragativo, come la moschea di via Anelli. Sorge allora più che spontanea una domanda: ma se questa persona si prende la libertà di esprimere certi pensieri sul web, cosa mai potrà insegnare agli altri islamici durante le ore passate in moschea?"
Il testo integrale dell`interrogazione verrà a breve pubblicato nel sito del Parlamento.
(Notizia del 29 giugno 2011, letta: 22335 volte)
«IL MINISTERO AVVIA L’ISPEZIONE SU VICENDA PM GALVANICA, IN SEGUITO ALL’INTERROGAZIONE BITONCI»
27 Giugno 2011
Fonte: comunicato stampa - Il Ministero dell’Ambiente ha trasmesso alla Prefettura di Padova, alla Regione Veneto, alla Provincia di Vicenza ed ai comuni di Tezze sul Brenta e Fontaniva, la richiesta di dettagliate notizie sulla vicenda PM Galvanica, in modo da poter fornire adeguata risposta all’interrogazione parlamentare presentata dal Deputato On. Massimo Bitonci e Sindaco di Cittadella lo scorso 31 maggio: “Il Ministero – riferisce Massimo Bitonci, – si è mosso subito dopo aver letto l’interrogazione che ho depositato alla fine di maggio, ed ha chiesto la scorsa settimana a tutti gli enti interessati ogni atto e documento utile a fornire un’adeguata risposta che chiarisca i punti oscuri sollevati nel documento che ho presentato. In particolare ho segnalato come la PM Galvanica abbia creato gravissimi danni ambientali in un vasto territorio compreso tra i comuni di Tezze, Cittadella e Fontaniva, enti che sono stati costretti ad ampliare rapidamente la rete idrica per evitare che molti cittadini venissero in contatto con le falde inquinate da cromo esavalente, nichel ed altre sostanze nocive fuoriuscite dagli impianti dell’azienda e disperse nell’ambiente. Il comune di Cittadella, allo scopo di tutelare il diritto dei propri concittadini alla tutela della salute, si era costituito parte civile nel 2002, nel procedimento penale instauratosi nel Tribunale di Cittadella a conclusione delle indagini della Magistratura di Padova, ed ha chiesto altresì di costituirsi in giudizio anche nel successivo procedimento pendente a carico degli amministratori della Tricom PM Galvanica avanti il Tribunale di Bassano del Grappa; Se il Tribunale di Cittadella nel 2006, a seguito delle indagini esperite e delle risultanze degli atti processuali, aveva emesso una prima sentenza di condanna per inquinamento, lo scorso maggio il Tribunale di Bassano del Grappa ha mandato tutti assolti i tre imputati per avvelenamento da cromo, non ritenendoli responsabili della morte di cinque ex dipendenti dell’azienda; E’ indubbio ed accertato, tuttavia, che nonostante l’esito discorde dei due procedimenti giudiziari, la falda idrica che scorre sotto i comuni interessati dalla contaminazione con cromo esavalente, è stata irreparabilmente danneggiata, tanto da costringere le Amministrazioni comunali interessate ad intervenire con urgenza estendendo la rete idrica di acquedotto, per evitare che i cittadini utilizzassero le acque provenienti dalla falda inquinata”.
(Notizia del 27 giugno 2011, letta: 11900 volte)
«BITONCI SOTTOSCRIVE CON ARCUS LA CONVENZIONE PER IL COMPLETAMENTO DEL RESTAURO DELLE MURA
8 giugno 2011
“Questa mattina il sindaco di Cittadella On. Massimo Bitonci ha firmato a Roma la convenzione con ARCUS (società per azioni direttamente dipendente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) per il finanziamento del completamento del restauro della mura di Cittadella. “Con il milione di euro che viene erogato da Arcus – spiega il sindaco Bitonci – unitamente al milione e 480 mila euro derivanti dall’8 per mille sull’Irpef e con i 266 mila euro del Ministero dell’Economia, finalmente verrà messa la parola fine al restauro delle mura duecentesche, che contraddistinguono Cittadella in tutto il mondo. Il quarto quadrante, situato a sud est, il tratto di fatto più delicato ed impegnativo dell’intera cinta muraria, potrà essere finalmente restaurato così da permettere ai cittadellesi ed ai visitatori che giungono da ogni parte del mondo di percorrere interamente il Camminamento di Ronda in quota”. “Con il recupero di questo ultimo tratto di mura, chiudiamo definitivamente il doloroso capitolo della storia della nostra città che decine di anni fa ha purtroppo dovuto vivere sulla propria pelle la perdita del finanziamento FIO di 15 miliardi delle vecchie lire da parte delle amministrazioni democristiane che per decenni hanno governato la città murata. Un’onta ed un affronto ai quali noi, giovane squadra di amministratori insediatasi nel 1994 alla guida di Cittadella, con testardaggine e pazienza abbiamo fatto fronte recuperando pian piano tutto il denaro necessario per vedere finalmente concluso l’immane lavoro di restauro dell’intero anello delle mura cittadine. E’ davvero un sogno che diventa realtà – sottolinea Massimo Bitonci – Noi stessi, per primi, non possiamo ancora credere di essere riusciti con la caparbietà ed il coraggio che contraddistingue l’azione di governo che abbiamo portato avanti in questi anni, a raggiungere un traguardo tanto ambito ed a restituire ai cittadellesi ed a tutti i visitatori amanti dell’arte e della storia, un patrimonio tanto importante e particolare qual è la cinta muraria duecentesca di Cittadella”. I lavori di restauro dell’ultimo tratto, finanziati da Arcus, saranno ultimati entro la fine del 2012 e prevedono la sistemazione delle due brecce presenti nel quadrante sud-est, con la previsione del camminamento di ronda addirittura all’interno della breccia più profonda, utilizzando particolari tecniche di restauro e soluzioni innovative ma rispettose del sito storico che si va a restaurare. “La firma apposta oggi sulla convenzione con Arcus – conclude Bitonci – pone il sigillo e la parola fine ad una vicenda che tanto ci ha preoccupato e per la quale ci siamo spesi in tutti questi anni con energia, superando a volte ostacoli imprevisti ed improvvise battute d’arresto. Ma ormai la meta è vicina e sicuramente la conclusione dell’opera di restauro ripagherà tutti, noi amministratori, e voi cittadini e visitatori, con la meraviglia di una cortina muraria intatta, restituendo alla nostra città un’immagine di incomparabile suggestione, che le consentirà a pieno titolo di aspirare all’ambito titolo di patrimonio dell’umanità dell’Unesco, annoverata tra le fortezze venete di pianura”.
(Notizia del 6 giugno 2011, letta: 10969 volte)
«ACCOGLIENZA PROFUGHI: LA LINEA DEL COMUNE DI CITTADELLA E DEL DISTRETTO NON CAMBIA DI UNA VIRGOLA
26 maggio 2011
“Nessun cambio di marcia, nessuna apertura sul problema profughi nell’Alta padovana. Per il prossimo lunedì è convocata la riunione del Distretto, che sarà allargata a tutti i sindaci del territorio, ed in quella sede verranno prese le decisioni risolutive rispetto alla questione posta dalla Presidente della Provincia Barbara Degani e dal Prefetto di Padova, nel corso della riunione svoltasi ieri a Padova. Ribadisco con fermezza la linea che abbiamo sempre tenuto rispetto a questo tema, e le motivazioni sono quelle che più volte abbiamo spiegato con dovizia di particolari: - i comuni e la protezione civile non sono gli enti preposti a risolvere questo tipo di problemi, che devono essere invece affrontati ad un livello superiore: - la protezione civile serve per le calamità naturali quali alluvioni, terremoti, e altri eventi simili, e per queste evenienze deve essere sempre pronta ed allertata, non certo per preparare e somministrare pasti a profughi e clandestini, ora per sei mesi- ma già si parla di un anno - sfruttando la disponibilità dei volontari che svolgono lavori normali per mantenere le proprie famiglie, e dedicano parte del proprio tempo libero per mettersi a servizio della collettività; - come ho più volte sottolineato, è un grave errore scaricare sui sindaci un problema di questo tipo. Potremmo trovarci, tra qualche mese, a dover distogliere servizi sociali e risorse comunali ai nostri concittadini, per mantenere singole persone o intere famiglie che hanno bisogno di tutto. Intendiamoci bene: qui la carità non c’entra nulla: qui si parla di numeri importanti, e non si ha nemmeno l’idea di quanti potrebbero essere questi profughi, nè se è stato verificato il loro effettivo status di rifugiato, o se si è accertato se queste persone abbiano in passato avuto a che fare con la giustizia. Quanto alla riunione di ieri con il Prefetto e la Presidente della Provincia, pur apprezzando il buonismo della Degani ed i suoi notevoli sforzi per scaricare sui comuni il peso territoriale e sociale di questo problema, le ricordiamo che la Provincia è un ente intermedio, e farebbe bene ad occuparsi delle proprie competenze esclusive. Se poi davvero la Presidente è così ben disposta ad accogliere i profughi in arrivo, li sistemi pure in strutture di sua competenza, senza cedere alla tentazione di dare indicazioni politiche che non le competono, nè di imporre ad altri la propria volontà. Le dichiarazioni rese ieri dall’assessore Pio Luigino Campagnolo sono state chiaramente strumentalizzate in quanto, come da lui stesso dichiarato, non poteva di certo parlare a nome del Distretto che si pronuncerà in merito solamente lunedì sera, mentre ha chiaramente ribadito e confermato la posizione del proprio sindaco. Per quanto riguarda l’orientamento del Distretto, ho personalmente sentito molti sindaci del territorio che la pensano esattamente come me: parlare quindi di un’apertura dell’Alta padovana è un’assoluta falsità. Nessuno ci obbligherà a subire le altrui decisioni; che non si provi nemmeno a scaricare responsabilità altrui sull’ultimo anello della catena, i sindaci, lavandosene le mani alla Ponzio Pilato. Su questo tema siamo e rimarremo anche in futuro saldi e compatti per un NO deciso.